Chi ha assistito alla serata finale del 28 settembre all'Auditorium di Albino s'è trovato avvolto in un vortice di opere che andavano dal Maghreb alla Valle Seriana, dalla Calabria al Kenia, dalla canzone al filmato, dalla poesia al quadro.
Le opere, appartenenti a forme d'arte distanti, erano valutate in base all'attinenza al tema (la Lingua Madre), ma anche allo spessore artistico e tecnico.
S'è imposto un nome che agli addetti al lavori non suonerà nuovo: quello di Riccardo Banfi che, col suo cortometraggio "Voci", ha centrato il pieno il tema con un filmato molto ben fatto sia a livello tecnico che concettuale. In pochi minuti di video passa tutta l'importanza di una lingua minoritaria e la cura che si deve avere per essa (un bambino osserva i nonni "imbarattolare" una parlata). A lui sono quindi andati i 1000,00 euro messi in palio per il vincitore.
Secondo posto (500,00 euro) per una splendida poesia in greco di Calabria: "Ti stimoni tis glossamu – La trama della mia lingua" di Maria Natalia Iiriti.
Davvero difficile sviscerare la complessità di un concetto come il rapporto atavico tra noi e la nostra lingua natìa, ma in questo caso l'operazione è riuscita davvero bene.