Giusti delle Nazioni - cerimonia

Lunedi 15 aprile 2019

Programma della CERIMONIA

Sala Consiliare Comune di Albino - P.zza Libertà 1

- ore 11:00 studenti - canto "Gam Gam"

- ore 11:05 Sindaco Dott. Fabio Terzi - Saluto di benvenuto

- ore 11:15 Mauro Magistrati - Studioso - Breve storia dei "Giusti" di Albino

- ore 11:30 Sig.ra Avital Kotzer Adari - discorso e consegna riconoscimento di "Giusti fra le Nazioni" ai coniugi Edoardo Nicoli ed Elisabetta Belotti (ricevono l'attestato due dei loro cinque figli: Osanna ed Edgardo Nicoli)

- ore 11:50 studenti - canto "Evenu shalom" e poesia “Se questo è un uomo” di Primo Levi – altre poesie

- ore 12:00 Sindaco - chiusura e inni nazionali

 

- ore 15:00 Chiesa parrocchiale di Dossello - ricordando don Angelo Zois - visita ai luoghi del "salvataggio"

 

 

 

Rivivranno la loro storia sia gli ebrei superstiti sia i figli di chi li accolse a Dossello di Albino nell’inverno 1943-1944 e la faranno vivere agli albinesi, fra cui ragazzi delle scuole medie, presenti in sala consiliare lunedì 15 alle 11 per la consegna del riconoscimento di Giusti fra le Nazioni a Edoardo Nicoli ed Elisabetta Belotti dalle mani del rappresentante israeliano signora Avital Kotzer Adari.

 

Il riconoscimento sarà consegnato nelle mani di Osanna ed Edgardo Nicoli, ora emigrati nel Canton Ticino, superstiti dei cinque figli di Edoardo Nicoli ed Elisabetta Belotti , nati nel Comune di Vall’Alta, Giusti fra le Nazioni riconosciuti dallo Yad Vashem di Gerusalemme, i quali si aggiungono ad altri quasi 700 italiani, fra cui ultimamente Gino Bartali e don Pietro Pappagallo, e alle migliaia di polacchi, quindi olandesi, francesi, ucraini, belgi, ecc.

 

Ad incontrarli saranno rappresentanti delle due famiglie ebree, Gallico e Goldstaub, che i genitori Nicoli accolsero per alcuni mesi mentre erano ricercati dai nazifascisti e destinati allo sterminio.

 

Vuole essere presente Lidia Gallico, ebrea di Mantova, che ha scritto le sue memorie nel libro Una bambina in fuga dedicandolo al “Nicoli Barbù”, delle cui generalità non si ricordava altro, ospitata a Dossello con il padre Enzo e la madre Tina, poi salvatisi in Svizzera. La signora Lidia sarà accompagnata dalle figlie, Lorenza e Eleonora Cazzaniga Donsemondi, questa con il figlio Francesco Molon.

 

Ha assicurato la sua presenza Emma Goldstaub, superstite dell’altra famiglia ospitata dai Nicoli con il nonno Vittorio, il padre Alberto, la madre Levi Luciana, e i fratelli Franco, vivente, ma all’estero, e Giulio. La signora Emma verrà accompagnata dal marito, Edmondo De Benedetti, dalla figlia Vera con il marito Davide Cohenca e i figli Judith e Eli Natan e da una coppia di amici Uri e Ida Breit.

 

Sarà sicuramente presente Adriana Ventriglia Goldstaub di Milano, che sposò Giulio Goldstaub, che dal Centro di Documentazione Ebraica Conteporanea di Milano, di cui è una qualificata esponente, ha permesso negli scorsi anni, di rintracciare Franco Goldstaub, che in seguito ha testimoniato di essere stato ospitato dal Barbù, con i suoi familiari, compresa la sorella Emma.

 

Non potrà essere presente, per ragioni di salute, Michele Bassino, che con il fratello Vittorio, visse ad Albino centro, vi frequentò le scuole, prima di tornare a Milano, dove la mamma Ernestina Goldstaub fu presa e ad Auschwitz uccisa come il padre Vittorio, catturato a Genova. Un pensiero deferente andrà anche, fra i Goldstaub che non passarono per Albino, a un’altra figlia di Vittorio, Bianca, che uscì viva dall’inferno di Auschwitz e di cui sono state pubblicate le memorie a cura di Edmondo De Benedetti nel 2017.

 

Potrà essere presente Giuseppe Zois, nipote di don Angelo Zois, parroco di Dossello che sostenne la famiglia Nicoli nell’accoglienza e nella precipitosa fuga alla fine di gennaio 1944.

 

Si ritroveranno anche gli storici e i ricercatori che hanno trovato e messo in luce i protagonisti e gli episodi di questa vicenda della Valle del Luio albinese. Innanzitutto Maria Bacchi, finissima ricercatrice storica di Mantova, che ha curato la pubblicazione del libro Una bambina in fuga e contattato l’amica Eugenia Valtulina della Biblioteca Di Vittorio a Bergamo per saperne di più sul Barbù; Mauro Magistrati, presidente dell’Anpi, che, contattato da Eugenia, ha condiviso la ricerca effettuata da Angelo Calvi, i cui risultati sono in un saggio sulla rivista dell’Istituto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, il n. 88 di Studi e ricerche di storia contemporanea; Elio Capelli che, a sua volta coinvolto, ha saputo identificare Edoardo Nicoli e mettersi in contatto con i figli Edgardo ed Osanna, in Svizzera, che conosceva bene; Callisto Gatti, iniziata la ricerca dei Nicoli, ha trovato altri albinesi della Valle del Luio che hanno ospitato ebrei, non ancora identificati, come Battista Nicoli “Moc” a Casale, che ospitò un insegnante con la figlia Flora e altri due giovani, e come Alessandro Signori “Sertùr”a Fiobbio. Non sarà presente, attualmente in Germania per lavoro, lo storico di Albino, Alberto Belotti, che aveva già decenni fa aveva pubblicato uno studio, avendo come fonte l’archivio storico di Albino, sulla presenza di numerosi ebrei ad Albino, compresi i Goldstaub.

 

A riconoscimento dei meriti della Valle del Luio sono stati invitati tutti i parroci della “Valle” a partire da don Adelio Quadri di Dossello. Al pomeriggio in quella frazione di Albino è prevista l’inaugurazione di una targa in onore di don Angelo Zois.

 

Sono stati altresì invitati tutti i consiglieri comunali che, su proposta della giunta, innanzitutti del sindaco Fabio Terzi, avevano deliberato, all’unanimità, di richiedere il riconoscimento di Giusti fra le Nazioni.

 

In sala consiliare sarà scoperta la copia originale della pergamena che attesta il riconoscimento della Cittadinanza onoraria di Albino attribuita, il 3 ottobre 2016, agli ebrei Gallico e Goldstaub sopravvissuti, da parte del Consiglio comunale.

 

La Cerimonia sarà altresì un riconoscimento indiretto a tutti gli albinesi sconosciuti, che in quel fosco periodo, specie in Valle del Luio, anche a Fiobbio, Casale, Abbazia e Vall’Alta, seppero, come i coniugi Nicoli, andare, a loro rischio, contro il potere e la cultura imperanti.

 

Facciamo nostra, come il Consiglio Comunale del 3 ottobre 2016, l’invocazione di Lidia Gallico: «Signore, se ci sei ancora dopo Auschwitz, mai più mai più, per nessun popolo al mondo».